Più tutele per i professionisti in ambito di responsabilità civile e miglioramenti dei rapporti con imprese esecutrici e committenti.
La proposta di legge per la modifica all’articolo 2236 del Codice Civile apre uno scenario atteso dai professionisti iscritti agli albi tecnici. Il testo, a prima firma del deputato Andrea de Bertoldi (presidente di Lcd), interviene sui nodi critici relativi alla responsabilità civile e all’obbligo di assicurazione nei settori di ingegneria, architettura e costruzioni.
L’iniziativa legislativa intende risolvere questioni prioritarie per la categoria, affrontando in modo diretto quattro ambiti di cruciale importanza: la responsabilità solidale con le imprese; il coinvolgimento patrimoniale degli eredi; l’efficacia delle coperture assicurative; il rapporto tra responsabilità e tutela dell’equo compenso.
Inarsind condivide l’impianto del testo. La responsabilità del professionista deve limitarsi alla quota di condotta colposa accertata. Risulta iniquo far ricadere oneri estranei su chi progetta, dirige i lavori o coordina la sicurezza. Il sindacato accoglie con favore le misure aggiuntive contenute nel testo normativo: la prescrizione decennale dell’azione di responsabilità, le tutele per gli eredi chiamati a rispondere entro il valore dei beni ereditati e il rafforzamento degli obblighi assicurativi per le imprese.
A margine dell’analisi del testo, arriva la dichiarazione del presidente di Inarsind Carmelo Russo: “La proposta rappresenta uno snodo cruciale per la nostra professione. Paghiamo colpe non nostre a causa del principio di solidarietà ma con questa norma possiamo riportare equilibrio. Valutiamo con favore le tutele previste per gli eredi e la prescrizione decennale. Sono passi necessari per restituire serenità al lavoro tecnico nel rispetto dell’equo compenso.”