Sezione di Nazionale

Inarsind contraria alla norma che subordina il pagamento dei compensi alla verifica della regolarità fiscale e contributiva

Inarsind, sindacato nazionale di architetti e ingegneri liberi professionisti, manifesta la propria ferma opposizione alla norma prevista dall’articolo 129, comma 10, della Legge di Bilancio 2026, che prevede – a partire dal 1° gennaio 2026 – che il pagamento dei compensi da parte delle pubbliche amministrazioni ai liberi professionisti sia subordinato alla verifica della loro regolarità fiscale e contributiva.

In base a tale disposizione, i professionisti sarebbero tenuti a produrre, contestualmente alla fattura, la documentazione attestante il regolare adempimento degli obblighi fiscali e previdenziali, pena la sospensione del pagamento del compenso.


⚖️ Una misura sproporzionata e burocratica

Inarsind chiarisce subito che non si tratta di mettere in discussione il dovere, per ogni libero professionista, di rispettare le norme fiscali e previdenziali.
Tuttavia, la misura proposta appare un ulteriore aggravio burocratico, potenzialmente dannoso e sproporzionato.

Il rischio – spiega il documento – è che il blocco dei pagamenti possa scattare anche per irregolarità minime o formali, come una multa non pagata o un ritardo marginale, senza alcuna soglia di rilevanza o distinzione tra le cause di inadempienza.

La norma, inoltre, non prevede limiti all’entità o alla durata del blocco, introducendo così un principio di disparità di trattamento: non risultano, infatti, provvedimenti analoghi rivolti ad altre categorie di cittadini o soggetti economici.


Professionisti tra i contribuenti più affidabili

Inarsind richiama i dati dell’Osservatorio di Confprofessioni, che evidenziano come i liberi professionisti italiani siano tra i contribuenti più affidabili del Paese: nel 2022, infatti, il 57% ha ottenuto un punteggio ISA superiore a 8, contro una media generale del 44,1%.

Un segnale chiaro di serietà e rispetto delle regole, che rende ancor più ingiustificata una norma percepita come punitiva verso una categoria che già sostiene, con rigore e impegno, il proprio ruolo economico e sociale.


Inarsind: “Serve fiducia, non burocrazia”

Per il sindacato degli architetti e ingegneri liberi professionisti, la disposizione rappresenta un passo indietro nella semplificazione amministrativa e una misura in contrasto con la logica di efficienza che dovrebbe ispirare i rapporti tra Stato e professionisti.

Inarsind invita quindi il Governo e il Parlamento a rivedere la norma, ripristinando condizioni eque, trasparenti e sostenibili per i professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione.

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