Sezione di Nazionale

SULLA FONDAZIONE ARCHITETTI E INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI ISCRITTI INARCASSA

Apprezzo molto una frase attribuita ad Abraham Lincoln, 16° Presidente degli Stati Uniti d’America, ma per la verità anche ad altri:

Better to remain silent and be thought a fool than to speak and remove all doubt – È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio.”

Penso che abbia un campo di validità molto ampio e che probabilmente, voglio sperare solo occasionalmente, ci ricada anch’io. Forse questa è una di quelle occasioni e tuttavia cedo all’impulso di scrivere il mio pensiero su un tema che è stato lungamente dibattuto nel Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa, ma anche in Inarsind.

Mi riferisco alla FONDAZIONE ARCHITETTI E INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI ISCRITTI INARCASSA. Leggo dal suo Statuto, all’articolo 4:

“La Fondazione si propone di porre in essere ogni attività utile o necessaria alla tutela, promozione,sviluppo e sostegno dell’architetto e dell’ingegnere che esercita la libera professione in forma esclusiva. Tale scopo verrà svolto tramite il raggiungimento dei seguenti macro obiettivi:

  1. essere un interlocutore autorevole in grado di tutelare gli interessi di categoria anche a livello istituzionale;
  2. creare le condizioni per modificare percezione e immagine esterna del libero professionista;
  3. fornire strumenti di analisi e informazione adeguati per la comprensione dei temi di rilievo per il libero professionista;
  4. proporre attività, servizi e soluzioni utili per le diverse problematiche del libero professionista.”

Nonostante i ripetuti dinieghi nel corso delle discussioni nel CND di Inarcassa, mi pare che la lettura del suo Statuto indichi inequivocabilmente che la Fondazione ha gli obiettivi propri di un Sindacato di Liberi Professionisti.
Non deve apparire strano che il CND abbia deciso di istituire la Fondazione. I Delegati, tutti Liberi Professionisti, hanno avvertito la necessità di avere chi li protegga e difenda, presumibilmente con forza ed autorevolezza e preferibilmente con capacità economica e di interlocuzione politica ad alti livelli. Hanno ritenuto non idonee in tal senso le nostre Associazioni Sindacali e dunque hanno individuato nella Fondazione lo strumento di rappresentanza per poter finalmente far sentire la loro voce ed incidere veramente nelle sedi che contano. Hanno inoltre pensato di poter decidere, in quanto socio di maggioranza, le linee di indirizzo politico e le strategie da porre in campo per la loro tutela.
L’opposizione dei Sindacati a quello che i Delegati ritenevano essere un grande e per certi versi rivoluzionario progetto, ha rafforzato la loro convinzione della inutilità, ed anzi della perniciosità dei Sindacati stessi, incapaci di comprendere le nobili ragioni che muovevano Inarcassa, protesi solo a conservare il loro orticello e qualche cadreghino.

Sembra che tutto abbia una logica e sia finanche convincente. Non è proprio così.
All’articolo 14 dello Statuto della Fondazione si legge:
” Gli organi della Fondazione sono:

  • Il Consiglio Direttivo;
  • Il Presidente della Fondazione;
  • Il Collegio dei Revisori.”

Dall’articolo 15 si apprende che i componenti (cinque) dell’attuale Consiglio Direttivo sono nominati da Inarcassa e che il Consiglio Direttivo elegge il Presidente; l’articolo 20 dispone che il Collegio dei Revisori venga nominato dal Consiglio Direttivo.
Non vi è traccia di una Assemblea di iscritti (denominati all’articolo 13 “Sostenitori”)”. E qui cominciano le note dolenti.
Chi autorizza la Fondazione a rappresentare i Liberi Professionisti? Un Sindacato è autorizzato dai singoli propri iscritti, che aderendovi ne accettano le regole ed i programmi. Quanti Liberi Professionisti, che la Fondazione pretende di rappresentare, concordano con le sue attività ( convegni in giro per l’Italia, proposte legislative, accordi di progetto con soggetti pubblici e via dicendo), non avendo alcuna voce decisionale?
In qualsiasi organizzazione sindacale le politiche e le azioni da porre in campo vengono decise dagli iscritti attraverso gli organi statutari (in primis le assemblee) e gli organi direttivi vengono eletti sempre dagli iscritti. Qui invece vengono nominati  ed assumono inziative con totale autonomia decisionale. Quale mandato hanno quando vanno a parlare del nuovo Codice degli Appalti e quindi delle nostre prospettive professionali con vice Ministri, Sottosegretari, Assessori e Funzionari dirigenti vari?
La questione diventa ancor più grave se si considera che la Fondazione viene lautamente finanziata da Inarcassa e quindi, sostanzialmente in modo inconsapevole, dagli iscritti ad Inarcassa, i quali peraltro in larghissima parte (98/99%) non vi si iscrivono.
In sostanza gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti non hanno conferito volontariamente e per autonoma iscrizione alcun mandato di rappresentanza alla Fondazione, però la sostengono finanziariamente per decisione di Inarcassa. Non ho una definizione appropriata di una tale situazione, ma non esito a definirla quanto meno anomala.
A mio modo di vedere la Fondazione è una entità vuota. Vive e può fare incontri, convegni ed attività varie solo ed esclusivamente in quanto sostenuta da Inarcassa, vale a dire da tutti noi. E’ la “disponibilità” di Inarcassa nei suoi confronti – con una platea attuale di circa 170.000 potenziali aderenti  – ad alimentarla. Se domani mattina il C.N.D. dovesse decidere di non darle più sostegno concreto, la Fondazione perderebbe ogni capacità di svolgere proprie attività, non avendo alcuna autonomia finanziaria, quella che comunque, anche risibile e modestissima, ha un Sindacato in forza dei suoi iscritti ed in conseguenza di proprie  autonome attività.
Il mio parere – da sempre – è che la Fondazione sia una anomalia pericolosa, incontrollata ed incontrollabile, che vive esclusivamente a carico di Liberi Professionisti ignari, per i quali non rappresenta un vero centro di difesa della libera professione, come invece è, senza alcun dubbio, la nostra associazione Sindacale, libera e democratica.
Aveva ragione il saggio Abraham Lincoln ? Meglio tacere ? Ai lettori la valutazione.

24 Novembre 2015

Francesco Basso
Segretario Inarsind Ferrara

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