Inarsind è stata presente oggi agli Innovation Days de Il Sole 24 Ore, a Bari, con il consigliere nazionale e presidente Inarsind Puglia, Francesco Misceo, che ha rappresentato gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti pugliesi in uno spazio del mondo dell’impresa per eccellenza.
Misceo è arrivato all’appuntamento a pochi giorni dagli Stati Generali per i 60 anni di Confprofessioni, la confederazione di cui Inarsind aderisce. A margine dei lavori, ha tratto alcune considerazioni sul ruolo dei liberi professionisti. «Il contesto è molto cambiato in sessant’anni», ha ricordato, «ma un punto resta fermo: il libero professionista ragiona e investe come un imprenditore ed è il partner tecnico senza il quale piccole, medie e grandi imprese non possono raggiungere i loro obiettivi».
Energia: un costo e un servizio

Il dibattito su sicurezza energetica e dipendenza dall’estero riguarda i professionisti due volte. L’energia è una voce di costo per gli studi ma è anche un servizio che i professionisti offrono alle imprese: progettano impianti, analizzano i consumi, firmano le perizie tecniche che accompagnano gli investimenti. «Per farlo servono studi che possano investire», ha sottolineato Misceo.
ZES: tempi certi per la burocrazia
Sul fronte della Zona Economica Speciale, Misceo ha richiamato l’esigenza di tempi certi e rapidi nelle procedure, un problema che i professionisti incontrano ogni giorno nel loro lavoro. Ha osservato inoltre che l’applicazione della ZES appare in parte non coerente con lo scopo iniziale.
Il nodo del capitale
Il passaggio centrale riguarda la crescita degli studi. Innovazione e competitività, per uno studio professionale, significano poter accedere ai mezzi per crescere: non solo finanziamenti da restituire, ma capitale che accompagni lo sviluppo nel tempo. Nelle gare pubbliche i professionisti sono operatori economici a pieno titolo, eppure, quando si tratta di investire nei propri studi, molte misure restano riservate alle imprese.
«Chiediamo che l’equiparazione tra professionisti e imprese diventi la regola, non l’eccezione», ha affermato Misceo.
Perché esserci
«Esserci significa portare queste istanze dove si decide e restituire ai nostri soci quello che impariamo», ha concluso il consigliere nazionale. È la linea già portata ai Tavoli degli Stati Generali di Confprofessioni, tra cui quello su Ambiente ed Energia, che Inarsind ha seguito con il vicepresidente Mauro Iacumin.