Sezione di Catania

INARSIND CATANIA DICE “NO” ALLA PROCEDURA ATTIVATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER LA REDAZIONE DI UN MASTERPLAN PER IL WATERFRONT URBANO: NON E’ UN CONCORSO DI IDEE

Contrariamente a quanto si legge in alcuni passaggi stampa di questi giorni, non siamo affatto d’accordo sulla procedura adottata dall’Amministrazione di Catania per riqualificare il Waterfront Urbano.  A margine dell’incontro tenutosi con l’Amministrazione Comunale lo scorso 1 febbraio presso l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Catania sul bando del Concorso di idee per la Riqualificazione del Waterfront Urbano di Catania è anzitutto necessario riflettere sul significato e valore di talune modalità nei rapporti tra politica e collettività, in questo caso il mondo delle professioni tecniche.  Modalità troppo frettolosamente definite confronto e/o dialogo costruttivo laddove, nel caso specifico, in realtà è stato illustrato e discusso un bando di gara già pubblicato sulla GUCE e che, l’indomani, sarebbe stato pubblicato sulla GURS. Ovvero si è discusso di una decisione già assolutamente definita e conclusa, e con non pochi sigilli.  La pur sbandierata disponibilità ad accogliere suggerimenti dal mondo professionale non potrà che restare, nella migliore delle ipotesi, solo una buona intenzione. Non si comprende nemmeno la disponibilità di Ordini e Collegi a fornire proposte di modifiche al bando  già pubblicato, dal momento che queste sono possibili solo ritirandolo e riscrivendolo; disponibilità, quest’ultima, che non sembra nemmeno lontanamente ipotizzata dall’Amministrazione Comunale.  Deve essere chiaro che per la “Riqualificazione  del Waterfront Urbano di Catania” è stato ideato un Concorso di idee frutto esclusivo della volontà dell’Amministrazione Comunale, ben lontano dalle ipotesi pure formulate, ancora nel recente passato,  tra gli uffici della pianificazione comunale e l’Ordine degli Architetti di Catania, e che alcuna condivisione è stata realmente e concretamente richiesta e manifestata. Non si discute il fatto che l’importanza dell’argomento esiga professionalità internazionalmente riconosciute, ma perché ricorrere al Concorso di idee suscitando legittime aspettative di partecipazione rese poi concretamente impossibili dai requisiti di accesso?  Perché dare l’impressione di rivolgersi ad una platea la più ampia possibile per ricevere idee, quando, in realtà, queste si chiedono a chi ha già dimostrato, sull’argomento,  di averle, e anche piuttosto consolidate (almeno tre progetti di Waterfront per città di oltre centomila abitanti)?   E’ quanto emerge palesemente dalla procedura posta in essere, che non premia la proposta di idee, ma il curriculum, di chi, concretamente, ha operato nello specifico settore di interesse del bando, a cui garantisce, unitamente agli altri requisiti richiesti, (Composizione del gruppo di lavoro e Dotazione tecnica strumentale) fino al 70% del punteggio previsto. E ciò in contraddizione con quanto previsto dal 6° comma dell’art. 156 Concorso di idee del Codice degli Appalti  che, proprio perché una siffatta procedura potrebbe non garantire che il vincitore, pur esprimendo un’idea premiata, possegga i requisiti normalmente richiesti per l’affidamento di un incarico di progettazione, prevede che “La stazione appaltante può affidare al vincitore del concorso di idee la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, con procedura negoziata senza bando, a condizione che detta facoltà sia stata esplicitata nel bando, e che il soggetto sia in possesso dei requisiti di capacità tecnico professionale ed economica previsti nel bando in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare”.    Di fatto, la procedura adottata incrocia l’art. 154 del Codice Appalti, articolando in due fasi quello che lì è previsto come Concorso di progettazione e contraddicendone non poco procedure ed esiti. Che dire, tra le altre, di una palese contraddizione interna al bando che da un lato richiede l’anonimato dei partecipanti e dall’altro intende selezionarli a partire dall’illustrazione di opere di valore internazionale, indubbiamente riconosciute e riconoscibili e che, quindi, porterebbero all’individuazione all’anonimo autore?   Inoltre, tra i soggetti interessati, oltre l’Autorità Portuale, non sarebbe opportuno coinvolgere RFI? Forse che un Master Plan, sia pure a livello di Concorso di Idee, dovrebbe anche avere a monte delle Linee Guida dei committenti con le quali i soggetti coinvolti manifestano priorità, intenzioni, obiettivi da raggiungere, programmi già definiti che rientrano nell’area di interesse, grandi aree ed edifici privati (c’è ne sono) da coinvolgere? Rimaniamo sempre disponibili al dialogo ed alla partecipazione per la crescita e lo sviluppo della nostra Città.

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