Si è svolto venerdì 16 gennaio 2026, all’Hotel Majestic di Bari, il convegno nazionale “La Riforma delle Professioni. Una nuova era per ingegneri e architetti liberi professionisti”, promosso da INARSIND e organizzato dalla delegazione pugliese, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, del Consiglio Nazionale degli Architetti, di Fondazione Inarcassa e di Confprofessioni.
Un’iniziativa fortemente voluta per riportare al centro del dibattito non solo la riforma normativa delle professioni intellettuali ma, soprattutto, il loro ruolo sociale, economico e strategico in un Paese che ha bisogno di competenze, responsabilità e nuova attrattività per le giovani generazioni.
Una platea autorevole e una partecipazione attiva
L’incontro ha registrato una la partecipazione di professionisti che hanno potuto ascoltare e interloquire direttamente con i principali attori istituzionali e ordinistici. Hanno aperto i lavori l’ing. Francesco Misceo, presidente Inarsind Puglia e consigliere nazionale, e il sen. avv. Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, che ha illustrato l’impianto generale della riforma.
Con la moderazione dell’ing. Vito Bellomo, componente di Inarsind Puglia, ono intervenuti, tra gli altri:
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Ing. Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri;
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Arch. Massimo Crusi, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC;
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Ing. Andrea De Maio, presidente Fondazione Inarcassa;
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Ing. Nicola Caccavale, delegato territoriale di Inarcassa;
- I rappresentanti deli ordini locali di ingegneri e architetti, Gianni De Biase e Mimmo Mastronardi.
Carmelo Russo: “Equo compenso reale e risorse per il cambiamento”
Nel suo intervento, il presidente nazionale di Inarsind, ing. Carmelo Russo, ha espresso soddisfazione per il confronto diretto tra professionisti e istituzioni ma ha anche posto alcuni punti critici:
“Ci lascia perplessi il fatto che, pur parlando di favorire l’aggregazione tra colleghi e promuovere il welfare professionale, nel testo di legge si dichiari che tutto ciò debba avvenire senza oneri per lo Stato. Se si pongono obiettivi ambiziosi, servono anche risorse adeguate. Inarsind continua a credere in un equo compenso reale, ben più strutturato di quello previsto oggi dal Codice degli Appalti. In più, va fatta chiarezza sull’idea stessa di rappresentanza di categoria che, come è ovvio, può e deve avvenire solo in caso di libera adesione e non per iscrizione obbligatoria come accade per gli ordini”.
Francesco Misceo: “Costruire una riforma vera, che parta dai giovani”
Il presidente Inarsind Puglia, ing. Francesco Misceo, ha rilanciato la necessità di fare sistema:
“Abbiamo promosso questo appuntamento perché siamo vicini alle professioniste e ai professionisti che ogni giorno affrontano la realtà dei cantieri, delle gare, dei clienti, delle scadenze. La riforma della professione deve partire da qui, da un lavvoro quotidiano e dal coinvolgimento dei giovani: oggi la libera professione non è più attrattiva. La nostra ambizione è che da Bari parta un fronte unito, che metta insieme enti e sindacati, per una riforma che sia un vero punto di ripartenza.”
Una tavola rotonda per costruire alleanze
A seguire si è tenuta una tavola rotonda finale, con il coinvolgimento dei rappresentanti di tutte le sigle presenti. Un momento di ascolto reciproco che ha dato ulteriore valore all’iniziativa: non un evento celebrativo, ma un’occasione per porre le basi di un nuovo percorso collettivo.
Inarsind: “Dalle parole ai fatti”
La riforma delle professioni non può esaurirsi in un testo normativo. Deve essere accompagnata da:
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politiche fiscali e previdenziali eque;
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investimenti in welfare e formazione;
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strumenti per promuovere davvero l’aggregazione professionale;
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tutela concreta del lavoro autonomo;
- chiarezza sul principio della rappresentanza di categoria.
INARSIND continuerà a seguire da vicino l’iter parlamentare della riforma e a proporre correttivi, azioni e soluzioni che tengano conto della realtà concreta vissuta da migliaia di architetti e ingegneri liberi professionisti, perché una riforma senza ascolto e senza visione, rischia di essere solo una cornice vuota.
