VILLA LOUISE: IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI

Alcuni componenti del direttivo INARSIND FVG, il giorno 7 marzo hanno assistito alla Tavola  rotonda “Villa Louise Riflessioni a Confronto” organizzata dall’Ordine degli Architetti di Gorizia.
INARSIND, quale associazione sindacale, non entra nel merito delle azioni intraprese dal Curatorio della Fondazione Coronini Cronberg, il cui operato sarà giudicato dai Cittadini di Gorizia, ma indubbiamente non può esimersi dal constatare il comportamento di ATER Udine che grazie alla L.R. 1/16 sta operando, in un momento in cui la propria attività istituzionale langue, in privilegiata concorrenza con gli studi tecnici professionali.
Come sindacato esprimiamo forte contrarietà rispetto a tale condotta sul piano etico e di opportunità, non dimenticando che si stanno utilizzando finanziamenti pubblici.
Da parte sua la Fondazione, nel cui organo di gestione è a tutti gli effetti presente la Regione, avrebbe dovuto offrire maggiori opportunità al territorio utilizzando una struttura pubblica solo per la gestione dell’intervento e adottare una gara di tipo pubblico, auspicabilmente anche un
concorso di idee o di progettazione, per dare la possibilità di operare anche ai giovani professionisti del territorio e per raccogliere le migliori istanze per un intervento di valore quale quello di recupero di Villa Louise.
ATER Udine avendo a tutti gli effetti costituito un ufficio tecnico per la progettazione interna dei propri interventi, allo stato attuale con scarse prospettive di attività, come del resto la maggior parte dei professionisti e delle imprese che operano nel settore edile, cerca di accaparrarsi risorse economiche tramite fondi pubblici, ad altro destinati, operando al di fuori delle regole che per legge la professione deve rispettare, nell’ottica di trasparenza e libera concorrenza.
Vero è che, in quanto Ente privato, la Fondazione può affidare progettazione e direzione lavori in modo diretto a entità in grado di garantire con la propria struttura il servizio richiesto. Peraltro con atti pubblici ATER Udine dimostra di non avere all’interno della propria struttura risorse
fondamentali per il processo progettuale, infatti si è rivolta a professionisti esterni per il progetto di recupero strutturale di parte dell’edificio, elemento chiave nella progettazione dell’intervento.
La sorprendente sintesi della vicenda è che, alla luce della L.R. 1/16, ATER, Ente pubblico, quando opera in qualità di Ente Appaltante deve sottostare ai dettami del D. Lgs. 50/16, diviene studio tecnico professionale quando riceve un incarico diretto da un Ente privato, in questo caso la Fondazione, gestita peraltro da figure istituzionali pubbliche.
Come professionisti riteniamo inaccettabile e in contrasto con i principi di libera concorrenza che un Ente pubblico divenga nostro competitor senza dimostrare i propri requisiti di competenza e senza nemmeno porsi in competizione sul mercato, cosa che noi siamo chiamati a fare per legge, a maggior ragione in un intervento su beni vincolati.

Udine, 10/03/2017
Ing. Giandomenico Merlo, Presidente INARSIND FVG

 

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