International Infrastructure Conference FIDIC 2016

Si è tenuta dal 25 al 27 settembre, presso il Palais des Congres di Marrakesh, l’International Infrastructure Conference FIDIC 2016.

L’Italia ha partecipato con una delegazione formata da Maurizio Boi (vice Presidente OICE), Michela Diracca (Segretario Nazionale Inarsind) e Francesco Fiermonte (responsabile Progetto internazionalizzazione OICE).

L’evento, che annualmente richiama i rappresentanti dell’ingegneria da tutto il mondo (99 i paesi attualmente associati a FIDIC), ha avuto quest’anno come tema portante il cambiamento climatico che si è declinato nelle sfide alla progettazione ed alla gestione sostenibile delle infrastrutture con cui l’ingegneria va a dare risposta alle necessità del pianeta.

Le singole sessioni hanno approfondito lo stato ed il futuro delle infrastrutture nel continente Africano (nel solo Marocco è prevista la realizzazione di 60 dighe e 1000 sbarramenti minori entro il 2030 al fine di gestire le problematiche derivanti da alternanza di periodi sempre più estremamente piovosi ed altri siccitosi), le strategie per la mitigazione del cambiamento climatico (con particolare riferimento alla mitigazione accompagnata da misure di adattamento), le politiche e tecnologie legate alla risorsa acqua con particolare riferimento al riuso, lo stato ed il futuro delle energie rinnovabili (in particolare solare, idroelettrico ed eolico) ed infine le opportunità e le criticità delle tecnologie disponibili (BIM) per una progettazione e gestione ottimizzata delle infrastrutture.

Trasversali i riferimenti da parte dei relatori all’importanza della condivisione della conoscenza e dell’informazione che passa attraverso database condivisi e dati che sempre più si muovono in rete per minimizzare i tempi di risposta alle problematiche e concentrare le risorse nell’ottimizzazione del risultato.

Tra i diversi relatori Brice Lalonde fondatore e chairman del Business and Climate Summit, William S. Howard strategic advisor to CEO e Presidente di CDM Smith International, componente dell’Executive Committe di FIDIC e autore di “State of the world report 2015: water challenge”, Jean-Baptiste Monnier Senior Vice-President of Bentley System, Mohsen Nasseri Head of the Office of Climate Change al Ministero dell’Ambiente Iraniano, solo per citarne alcuni e rappresentare l’eterogeneità della provenienza professionale e geografica.

I tre giorni di Conference sono stati preceduti dal DNS meeting, incontro dei rappresentanti delle Member Associations nazionali (ruolo che per l’Italia Inarsind ed OICE ricoprono in partnership dal 2014), momento di confronto tra le associazioni e con l’Executive Committee che quest’anno ha presenziato all’intera giornata di lavori, condividendo con le MAs riflessioni sul Master Plan per il prossimi cinque anni di attività, su eventuali modifiche della governance FIDIC, sul ruolo del “consulting engineer” come visto dalla norma, come percepito dalla struttura sociale e dai committenti pubblici e privati e come vuole proporsi alla luce della propria preparazione, ed infine sulle necessità delle MAs ed il supporto richiesto a FIDIC per un’azione più efficace nei vari contesti associativi nazionali.

La Conference si è conclusa con il General Assembly Meeting (assemblea generale in cui le MAs esprimono i propri voti delegati) che ha visto l’elezione di due nuovi componenti dell’EC: la svedese Aisha Nadar e il messicano Reyes Juarez del Angel oltre all’ammissione dei nuovi aderenti e la discussione sul MasterPlan e la Governance FIDIC già anticipata nel DNS meeting.

Al termine dell’evento molti gli spunti per il futuro dell’ingegneria: l’importanza di un approccio interdisciplinare che non contempli solamente soluzioni tecniche, per quanto corrette ed efficaci, ma l’inserimento nel contesto sociale e la sostenibilità in senso globale delle stesse, il fondamentale ruolo delle nuove tecnologie per poter rispondere in modo efficiente ottimizzando le conoscenze disponibili mediante un networking efficace, infine da non dimenticare il ruolo di “trusted advisor” che l’ingegneria deve avere nei confronti della società e di chi la governa che deve potersi affidare a chi può garantire con trasparenza la miglior soluzione possibile ricordando che il costo dell’ingegneria nella vita di un’opera è pari al 2% ma è in grado di influenzare non poco il valore del restante 98%!

Al sito www.fidic.org a breve saranno disponibili tutti i documenti presentati nel corso dell’evento.

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inarsind

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