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DISSESTO IDROGEOLOGICO: IMPORTANZA DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO E DELL’INDIVIDUAZIONE DELLE COMPETENZE – INARSIND SCRIVE AL COMUNE DI ROMA

I recenti fatti di cronaca, romani e non solo, hanno riportato alla ribalta il problema del dissesto idrogeologico.

Ogni qualvolta si verificano eventi calamitosi ritorna in auge il tema della prevenzione, del consumo di suolo, del controllo del territorio, mai abbastanza perseguiti per giungere a risultati significativi data anche, va detto, l’ampia porzione di territorio su cui sarebbe necessario intervenire nel nostro paese; si tratta di un lavoro costante che può dare frutti solo sul lungo periodo, e ponendo l’opportuna attenzione ad una pianificazione generale degli interventi con l’individuazione delle priorità e soprattutto con un occhio di riguardo al controllo e manutenzione delle opere e delle infrastrutture esistenti: una piccola manutenzione oggi può evitare un disastro domani, in termini in primis di vittime e secondariamente di spesa.

Un lavoro che è stato avviato con il progetto #Italiasicura ma che non deve assolutamente perdere il ritmo per poter garantire, pur senza pretesa di azioni miracolose nel breve periodo, di instradarsi in un percorso virtuoso per la messa in sicurezza del paese.

 

Sul tema del dissesto idrogeologico però si sconta anche un’altra problematica sottovalutata, volutamente trascurata o forse, peggio, ignorata: quella delle competenze professionali in materia.

Il campo idrogeologico afferisce per parte delle competenze ai geologi ma per altra larga parte agli ingegneri civili.

In particolare facendo riferimento alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico, di tutti gli elaborati richiesti dalla normativa vigente solamente la relazione geologica è competenza del geologo mentre tutti i restanti elaborati, compresa la relazione geotecnica e sulle fondazioni, devono essere redatti a norma di legge a firma di un ingegnere.

Alla luce di questo appare fuori luogo il contenuto della memoria approvata qualche anno fa dalla Giunta Capitolina (7785_2014) in cui si istituisce il “Tavolo interdipartimentale dei geologi di Roma Capitale” che nasce, come recita in premessa, “dato che nell’ambito del nostro territorio esistono concrete pericolosità connesse al rischio idrogeologico, idraulico, sismico, vulcanico, da sinkholes e da subsidenza” e “poiché si riscontra la necessità di attuare un coordinamento delle risorse a disposizione dell’amministrazione attraverso una struttura consultiva permanente che possa supportare attivamente con competenza e tempestività la protezione civile nella gestione delle emergenze”.

Ci si domanda perché da tale importante compito siano stati esclusi gli ingegneri che nel campo hanno ampie e complementari competenze.

Un errore che spesso viene compiuto misconoscendo quelle che sono competenze sancite per legge.

Non si vuole rivendicare semplicemente uno spazio per la professione di ingegnere ma chiarire che solo nel corretto e complementare riconoscimento delle competenze in campo tecnico posso scaturire le giuste scelte per la sicurezza del territorio e quindi del territorio.

Ciò vale all’interno della pubblica amministrazione come all’esterno nell’ambito dell’affidamento di incarichi ai professionisti.

Per questo Inarsind ha chiesto all’amministrazione capitolina di implementare il tavolo di cui sopra con le figure ingegneristiche a cui indubbiamente competono la tematica idraulica e sismica di cui alla premessa della Memoria e di voler tenere conto di quanto suddetto in termini di competenze in ogni futura azione intrapresa in materia di dissesto idrogeologico.

Ciò che appare inoltre sconfortante, rispetto a quanto detto all’inizio sull’importanza dell’attenzione al tema del dissesto, è che, stando a quanto si è potuto leggere di recente sulla stampa tale tavolo, ad oggi, non sembra essere stato reso effettivamente reso operativo.

E’ indubbiamente necessario che la pubblica amministrazione recuperi la conoscenza della norma vigente in materia di competenze e la rapidità d’azione perchè il paese non precipiti in una voragine.

 

2018_02_24 LETTERA COMUNE ROMA 1 (1)

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