Emergenza Covid19 – Caro iscritto

Caro iscritto,

è un momento molto difficile, e mi rivolgo a te per condividere una scelta importante. Abbiamo tutti conoscenza dei dati oggettivi e una similare percezione della gravità della situazione in relazione all’area geografica in cui ci troviamo a vivere.

Quanto la situazione sia critica lo si può percepire dalle notizie e dai numeri che quotidianamente scorrono sotto i nostri occhi nel continuo flusso di informazioni ma anche nelle nostre relazioni personali si percepisce la tensione; Questa mattina ho ricevuto da un nostro collega un pensiero molto profondo che qui ti voglio riportare:

Stiamo vivendo una situazione epocale, siamo davanti ad una novità i cui lineamenti non ci sono ancora pienamente svelati e che conosceremo via via nei prossimi giorni.

Quello che appare evidente a tutti é che le misure prese dal Governo NON bastano: il virus sta dilagando e l’unica misura che dobbiamo perseguire é quella di rallentarne al massimo la diffusione.

Abbiamo solo un’arma a nostra disposizione ed é quella di FERMARE tutti i cantieri edili e di LIMITARE allo stretto inderogabile le prestazioni professionali, forzandoci ad un periodo di inattività quasi fosse ferragosto, per rimanere nel luogo più bello del mondo che é la nostra casa ed i nostri affetti.

E’ un grave sacrificio ma anche e soprattutto una scelta di responsabilità per tutelare non solo noi stessi nell’esercizio della nostra professione, ma anche tutti gli operatori che lavorano nei cantieri edili e per i quali non é possibile in generale garantire condizioni di lavoro sicure.

Sentiamo il dovere etico di mettere al centro la persona ed il suo diritto alla salute, anteponendoli ad ogni altro interesse per quanto legittimo.

Molti colleghi hanno già maturato questo convincimento e ci auguriamo che molti altri lo possano fare proprio: dimostriamo al mondo che noi Professionisti abbiamo testa e cuore e non abbiamo paura a prendere anche quelle decisioni radicali che non spetterebbero a noi, ma che sentiamo urgenti e non derogabili per il bene della collettività. Solo così, insieme, ce la faremo.

 

E’ appunto da questo slancio di senso civico che credo possa iniziare la nostra analisi e poter prendere, forse anche controcorrente, la decisione.

Formulare un decalogo è praticamente inutile, proprio perché il continuo mutare del contesto del contagio lo renderebbe obsoleto in poche ore.

Ciò che si può suggerire è di avviare un processo decisionale che non può escludere anche la sospensione dell’attività, gli step sono così sintetizzabili:

 

Siamo liberi professionisti da sempre abituati a prendere sulla “nostra pelle” delle responsabilità e a farlo in modo autonomo senza il concerto o l’avvallo di un Ente o di una Associazione, è una “libertà” che ci siamo scelti e ne teniamo fede. D’altro canto certe determinate “condizioni al contorno” oggi le dobbiamo verificare ed ottenere:

  1. Sospensione dei termini previsti in ambito di Direzione dei Lavori di controllo amministrativo contabile, con conseguente esclusione delle penali per gli inadempimenti e/o ritardi che si dovessero riscontrare nell’esecuzione delle prestazioni professionali, compresi gli obblighi di numero di sopralluoghi minimi per le attività di D.L., C.S.E. e Collaudo determinati da esplicita richiesta della P.A. o per offerta tecnica migliorativa del servizio, come previsti dal contratto di affidamento, dal disciplinare d’incarico o dal capitolato speciale che regola i rapporti fra le parti,;
  2. Non imputabilità circa le responsabilità penali e civili per lo svolgimento dell’attività di D.L. e di C.S.E. per i cantieri delle opere nelle zone soggette a provvedimenti di restrizione in relazione alla tutela specifica della salute e sicurezza dei lavoratori da Covid-19 in base a quanto previsto al Titolo X – Esposizione ad agenti biologici previsto dal D.Lgs. 81/2008;
  3. Differimento dei termini di scadenza dei bandi di finanziamento per opere pubbliche, in modo da rendere possibile la predisposizione dei progetti e del cantieramento delle opere da parte dei professionisti e delle Pubbliche Amministrazioni che si trovano in una condizione di mobilità limitata;
  4. Sospensione degli obblighi di sopralluogo per la partecipazione e presentazione delle offerte nei bandi pubblici. In alternativa, qualora si dovesse ritenere indispensabile il sopralluogo, congruo differimento della data di scadenza della gara.

 

Come Associazione InArSind abbiamo già inviato, anche se in altro scenario, delle richieste al Governo, ed ora dobbiamo integrarle visto il progressivo aggravarsi e quindi chiederemo al Governo l’assunzione di impegni straordinari, senza incertezze e senza timori di bilancio:

  • Assicurare la liquidità ai professionisti, fortemente compromessa dall’emergenza in corso, attraverso vari strumenti, tra cui la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi e la previsione di agevolazioni;
  • Assicurare avvio di investimenti pubblici per sostenere la domanda interna che coinvolge i professionisti, le attività produttiva e gli addetti. La sfida è di rimuovere ostacoli burocratici e incertezze per avviare un piano straordinario per tutte le opere, grandi, medie e piccole;
  • Aprire gli ammortizzatori sociali di sostegno all’occupazione, anche al lavoro autonomo per sostenere lo stato di crisi;

 

InArSind sarà al fianco di ognuno di noi in questo momento ed assicura che non farà venir meno la sua voce in qualsiasi contesto decisionale ma ora la DECISIONE spetta a te.

In bocca al lupo!

11 marzo 2020

 

 

Aggiornamento del 13 marzo 2020:

Lettera-inviata-al-Presidente del Consiglio dei Ministri Conte

 

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inarsind

2 comments

  1. ho lo studio chiuso già da dieci giorni…… abito a trebisacce cs e lavoro ad amendolara cs …….. vigili urbani e forze dell’ordine non fanno passare da un comune all’altro….. il Decr. Pres. sostiene che arch. ed ing. possono lavorare peccato che i Cod. Ateco non prevedono il nostro lavoro … lavorare a casa senza poter incontrare committenza, imprese e uffici pubblici diventa inutile …… il Decr. Pres. non prevede nulla per noi tecnici … il nostro Ordine, che dovrebbe fare i nostri interessi e che per lo più sembra o forse lo è il nostro peggiore nemico, prevede solo la sospensione della parte contributiva di 1 o 2 mese …… mancando i €.3.550,00 non raggiungono i milioni necessari agli investimenti che programmano ….. ora devo cercare di trovare i soldi necessari a sopravvivere, per pagare l’affitto alle due figlie universitarie e poi programmare i pagamenti di tutto il resto

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