INARCASSA e LEGGE DI BILANCIO 2019

Gentile Presidente, cara/o Collega,

come sai Inarsind ormai dal gennaio 2018 sta sollecitando Inarcassa a porre attenzione alla situazione dei colleghi che, a causa del protrarsi ormai decennale di un periodo di crisi del settore e del crollo dei redditi, si trovano in difficoltà a rispettare il versamento dei contributi previdenziali. A fronte del vigente Regolamento di previdenza le posizioni debitorie dei colleghi vanno aggravandosi in modo pesante a causa delle sanzioni e dei relativi interessi e le tempistiche di dilazione previste per i pagamenti non risultano sufficienti a consentire la regolarizzazione.

La legge di bilancio 2019 all’art. 1 c.185 e segg. ha introdotto il cosiddetto “saldo e stralcio” con la possibilità di richiedere, per coloro che hanno un ISEE al di sotto dei 20.000,00 euro, la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria in materia contributiva stralciando le sanzioni e relativi interesse ed anche parte del dovuto, in percentuale progressiva rispetto al reddito.

Alla sollecitazione di Inarsind su come Inarcassa intendesse approcciare quanto previsto dalla Legge di bilancio 2019, che riguarda “i carichi affidati all’agente della riscossione dal 01.01.2010 al 31.12.2017 derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali private”, la stessa ha risposto con la comunicazione in allegato, confermando che la Legge non si applica ad Inarcassa ed ai suoi iscritti in quanto non risultano in tale periodo carichi affidati all’agente della riscossione (in essere a partire dal 2018).

Pur essendo perfettamente legittima tale affermazione a fronte del testo di Legge appare insensato che Inarcassa continui ad ignorare le condizioni di difficoltà dei colleghi rendendo agli stessi impossibile accedere a possibilità concesse ad iscritti ad altre Casse o ai lavoratori dipendenti.

Inarsind intende avviare una raccolta del maggior numero di casi possibile di colleghi che, a fronte di un ISEE al di sotto dei 20.000 euro, potrebbero rientrare nelle condizioni di cui alla Legge di Bilancio 2019 e farsi carico di trasmettere a Inarcassa la proposta di applicare a questi non già il “saldo e stralcio” anche della parte di contributo e relativo interesse, che risulterebbe dannoso per lo stesso collega privandolo di un periodo previdenziale e del relativo contributo, ma lo stralcio delle sole sanzioni ed interessi sulle stesse, nonchè di valutare un periodo di dilazione del pagamento maggiore rispetto a quanto attualmente previsto che consenta ai colleghi di intraprendere un percorso virtuoso e sostenibile di rientro.

Ti chiediamo quindi di voler dare diffusione alla presente presso i colleghi e di invitarli a segnalarci quanti più casi possibili possano rientrare in questa iniziativa; è ora di far comprendere con forza che il fenomeno riguarda troppi casi, casi di colleghi che vogliono regolarizzare la propria posizione, che vogliono essere in regola e poter lavorare con serenità (DURC regolare), che non hanno scelto di non pagare i contributi previdenziali per interesse ma perchè obbligati a scegliere tra questi ed il mantenimento della propria famiglia; non chiediamo sanatorie, rottamazioni o favori ma una giusta attenzione a liberi professionisti onesti che vogliono rimettersi in piedi con dignità.

Mille casi singoli restano tali seppur giungano allo stesso destinatario, mille casi – e non sono certo solo mille – presentati insieme rappresentano un problema sociale che Inarcassa, nel suo stesso interesse, non può continuare ad ignorare: aiutaci ad aiutare i colleghi, usciamo insieme allo scoperto!

Ti chiediamo cortesemente di voler trasmettere le segnalazioni entro il 15 aprile p.v..

Ti ringraziamo per la collaborazione

 

 

2019_03_29 INARCASSA

2019_01_14 Richiesta Inarcasssa_INARSIND art185

prot35190219

 

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inarsind

4 comments

  1. quale è stata la vs risposta al Presidente INARCASSSA
    2019_03_29 INARCASSA
    2019_01_14 Richiesta Inarcasssa_INARSIND art185
    prot35190219

  2. Sembra la risposta del presidente dei baroni.
    Non abbiamo più bisogno di vecchi nei posti di comando perchè tutto evolve tranne chi è, appunto, vecchio. Quanto detto da santoro è senz’altro vero specie quando parla, con le lacrime agli occhi, di chi ha fatto sacrifici per rimanere in regola. Mi viene da piangere; anche a me. Peccato che a causa di un regolamento più vecchio di chi vuole farcelo a ogni costo digerire, la maggior parte degli IN AR hanno visto il proprio debito crescere a dismisura senza la possibilità di rimediare e anzi, a sentire il call center, unico interlocutore disponibile, bisogna trovare un altro lavoro per poter pagare il diritto a fare il primo. Il patriarca santoro farebbe bene invece a considerare in modo diverso chi cerca di mettere ai margini.
    Da questa situazione paradossale, saranno unicamente gli studi più grandi e forti a trarre benefici (sembra già di vederli gli squali che affilano i dentini) e tutti lo sanno.
    Esistono infinite soluzioni per ogni problema e la cassa ha il DOVERE di trovarne una per questa congiuntura economica senza per questo escludere chi, con lacrime e sangue, ha acquisito quel diritto. Se sono incapaci di adeguarsi lasciassero la poltrona libera.
    Personalmente ritengo umiliante dover chiedere l’autorizzazione a poter svolgere il mio lavoro di progettista a un bimbo del call center istruito a non prendere decisioni. Ritengo ancora di più umiliante dover avere l’autorizzazione a poter fare il lavoro per cui ho studiato e per il quale ho sacrificato i migliori anni, a un’assicurazione formata da parassiti e vecchi bambocci.

    i.m.f.

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